Il combattente di sinistra tenta di attaccare i punti vitali del suo avversario come una scimmia bianca che si dirige agilmente verso un dolce. L’avversario di destra assume la guardia gedan (bassa) abbassando le mani, come una tigre nera esce dalla sua tana; prende così una guardia d’attesa contro il suo avversario. Costui vincerà allora sul primo.

Il combattente di sinistra tenta di afferrare l’avversario con le due mani, come se cercasse di acciuffare un pesce nell’acqua. Il suo avversario si getta improvvisamente per terra rovesciandosi, con il corpo sostenuto dalle mani; falcia immediatamente la gamba del primo, e lo vince.

Il combattente di destra tira un pugno molto potente, come se lacerasse un grande bambù. Ma quando il suo attacco è unico, e non è seguito da altri, sarà agevolmente parato. Se il suo avversario di sinistra prende distanza alzando le mani, il combattente di destra avrà difficoltà a reagire adeguatamente alle risposte dell’avversario..

Esistono in Okinawa diverse copie, trascritte manualmente, di un antico trattato cinese sulle arti marziali: il Bubishi, antico e segreto libro di sconosciuta provenienza che metteva in relazione l’arte marziale cinese Shaolin) con argomenti storici, filosofici, di medicina e farmacologia, ricco di informazioni e con molti disegni illustrativi.

Gli adepti del karate di Okinawa, che considerano questo libro come uno dei documenti più importanti sulla loro arte, pensano che il testo sia pervenuto nell’isola con l’arrivo delle 36 famiglie cinesi a Kume nel XIV secolo; ma solo nel secolo XIX il testo oltrepassò la loro segretissima custodia e poté venire a conoscenza dei più grandi maestri del te di Okinawa, che lo studiarono e lo utilizzarono per sviluppare nuove tecniche nella loro arte del combattimento.

Le copie esistenti possono avere piccole variazioni nel testo (in cinese antico) secondo il calligrafo che le copiò. I disegni e i commenti qui rappresentati sono tratti dalla copia realizzata da Tadahiko Otsuka, particolarmente ricca di illustrazioni che rifacevano con maggior precisione e completezza i disegni, solo accennati e un po’ rudimentali, del documento antico.

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