Nella seconda metà del XIX secolo il Giappone pone fine al periodo feudale istituendo un forte potere centrale, esercitato direttamente dall’Imperatore, e si avvia una forte modernizzazione e industrializzazione di tutto il paese. La famiglia reale di Okinawa viene destituita e le Isole Ryukyu vengono integrate al nuovo Stato giapponese.

Questa mano è chiamata «Tessa shu». Si forma questa mano colpendo (un oggetto particolare) e forgiandola a un certo calore. La si utilizza per colpire la vescica e l’ano. Quando l’effetto di questo colpo penetra, l’interno suppurerà, e anche se si consulta immediatamente il medico, sarà impossibile da curare, e la persona che ha ricevuto questo colpo, morirà.
(Dal «Bubishi», antico libro cinese sulle arti marziali)

Nello stesso periodo avvenne una storica svolta nella trasmissione del te con Sokon Matsumura, figura leggendaria e di grande fama che aveva raggiunto l’approfondita e sistematica conoscenza di tre differenti elementi culturali nella pratica del combattimento: la tradizione del te di Okinawa, l’arte giapponese della spada della scuola Jigen-ryu e, infine, l’arte cinese del combattimento a mani nude della corrente Wutang.

Per primo utilizzò un metodo sistematico di trasmissione del kara-te inteso come integrazione organizzata dei contributi cinesi e giapponesi al te di Okinawa. Il suo influsso sulla pratica contemporanea è ancora riconoscibile: la sua fu la prima, vera scuola di karate, dove si formarono molti allievi che diventarono in seguito i più importanti maestri dell’inizio del XX secolo.

Tra questi, Anko Itosu diede un nuovo importante contributo riuscendo a far introdurre lo studio del karate nel sistema di educazione scolastica di Okinawa: alla scuola elementare nel 1901 e alle scuole superiori nel 1904. Il nuovo potere amministrativo giapponese, fortemente impegnato in una politica di espansione militare, aveva scoperto con interesse il te di Okinawa come possibile mezzo per rendere più forti e combattivi i futuri soldati.

Itosu, anche con l’aiuto di un importantissimo allievo, Kentsu Yabu, getta le basi del moderno karate trasformandone l’insegnamento in una rigorosa disciplina per favorire l’apprendimento collettivo: attenua l’aspetto ferocemente combattivo per esaltarne gli aspetti di educazione fisica e morale; formalizza l’impostazione di base dei gesti più significativi; scompone in più parti i pochi e complessi kata antichi per elaborare nuovi kata di livello progressivo.

La sistematicità adottata faciliterà, nei decenni successivi, l’espansione dell’insegnamento e la diffusione del karate dapprima nel Giappone propriamente detto, per poi espandersi in tutto il mondo.

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