Come si diventa una Cintura Nera..?

© F. Gallozzi
“Nel dojo”
dojo Yoshitaka
maggio 2014

Esami di
cintura

Assegnato
Il 7° dan

Vedi
gli Stage

Il percorso per arrivare ad acquisire la Cintura Nera richiede impegno e costanza dovendo superare con coraggio e determinazione la fatica, non solo fisica, richiesta dalla pratica della disciplina del Karate Tradizionale. Lungo il percorso si incontrano numerosi momenti di verifica del livello raggiunto, che misurano il progredire della propria esperienza e conoscenza e costituiscono il punto di partenza per un nuovo, impegnativo traguardo.

9° kyu
8° kyu
7° kyu
6° kyu
5° kyu
4° kyu
3° kyu
2° kyu
1° kyu

Per indicare il livello raggiunto dal praticante, rendendolo ben visibile agli altri praticanti durante gli allenamenti, viene utilizzato il colore della cintura che si annoda in vita per chiudere la casacca del Karategi, il kimono che si indossa per praticare il Karate:

bianca
per il principiante che inizia il percorso del Karate Tradizionale

colorata
per i gradi intermedi: prima gialla, poi arancio, verde e infine blu

marrone
per l'ultimo e più importante livello di colore

nera
per approfondire lo studio del karate e praticarlo a livello avanzato

Il passaggio ad un nuovo grado di cintura colorata, denominato kyu, viene giudicato in una specifica sessione d’esame dal Direttore Tecnico della Scuola, che sancisce e formalizza il risultato come punto di partenza per una nuova e più impegnativa crescita personale. Il grado di preparazione è suddiviso in nove kyu decrescenti: si passa quindi dal 9° kyu della cintura bianca fino al 1° kyu della cintura marrone, passando per due gradi di cintura gialla, due di arancione, due di verde e uno di blu. Man mano che si procede verso il 1° kyu si allungano i tempi di permanenza nella stessa cintura (anche utilizzando gradi intermedi con cinture bicolori) e gli esami diventano sempre più severi e complessi.

Ma come si diventa Cintura Nera?

1° dan
2° dan
3° dan
4° dan
5° dan
6° dan
7° dan
8° dan
9° dan

10° dan

I diversi livelli di Cintura Nera si misurano invece in dieci dan. Per accedere dalla cintura marrone alla nera occorrono almeno sei anni di pratica costante e determinata; l'esame per l'acquisizione della Cintura Nera di 1° dan deve essere sostenuto davanti a una Commissione Federale, ma solo se e quando il Direttore Tecnico della propria Scuola giudica pronto il praticante.

E' importante considerare che l'acquisizione della Cintura Nera non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza dal quale si inizia davvero a conoscere e praticare il Karate nei suoi aspetti più salienti, iniziando un nuovo e più difficile percorso che porterà a livelli sempre più alti di conoscenza e di maestria. A diversi anni di distanza, si potrà accedere a sempre più difficili esami fino al raggiungimento del 5° dan, il massimo livello raggiungibile con un esame tecnico.

E dopo il 5° dan?

I livelli successivi possono venire assegnati solo a Maestri ritenuti particolarmente importanti dalla Federazione, sia per il personale progredire nel livello tecnico, sia per una rilevante opera di formazione di Atleti e di livelli Tecnici che di significativi contributi alla diffusione di aspetti anche culturali legati al Karate Tradizionale. Dopo molti anni di insegnamento, solo ad alcuni Maestri può quindi venire riconosciuto il livello di 6° dan dalla FIKTA Federazione Italiana Karate Tradizionale.

Pochissimi i Maestri che raggiungono il 7° dan: tra questi, il M° Mario Fanizza, Direttore Tecnico della Accademia del Karate Yoshitaka, che ha raggiunto importanti meriti nella diffusione del Karate, anche organizzando numerosi eventi sia sportivi sia culturali e ricoprendo rilevanti incarichi all'interno della stessa Federazione.

Rari e grandi Maestri, nel mondo, possono poi vantare l'irraggiungibile 10° dan: in Italia solo il Maestro Hiroshi Shirai, Direttore Tecnico della FIKTA, che circa cinquanta anni fa introdusse in Italia il Karate sviluppando un grande lavoro di ricerca e affinamento dello stile "Shotokan", e riconosciuto come uno dei massimi esponenti del Karate a livello mondiale. Ogni anno, il M° Shirai è ospitato nel dojo abbiatense della Yoshitaka per condurre un allenamento di alto livello, riservato su invito a circa 50 / 60 Maestri provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei.

Un dojo di Cinture Nere

Si può giudicare il livello qualitativo di una scuola di Karate Tradizionale da differenti punti di vista, ma uno dei parametri più interessanti può essere il numero e il livello delle cinture Nere che frequentano il dojo del Maestro.

Nella Scuola Yoshitaka si trova un elevato numero di atleti con cintura Marrone, il grado di colore più importante, a dimostrazione della capacità di crescita sviluppata negli allievi: ma molti di più sono gli atleti con cintura Nera, posizionati a diversi livelli di dan perché l'alto valore dell'insegnamento continua, nel tempo, a produrre negli atleti eccellenti risultati di crescita personale e tecnica, che si traducono in un costante innalzamento del livello di preparazione.

Nel suo dojo si pratica infatti un duro allenamento, necessario per mantenere e migliorare costantemente il livello tecnico; allenamento che conduce giorno per giorno ad assimilare una disciplina che insegna ad oltrepassare i propri limiti, sia mentali che di resistenza alla fatica fisica. Indispensabile coltivare le doti di tenacia e costanza nell'approfondimento della pratica, un grande rispetto verso ogni avversario, un atteggiamento di umiltà nel confronto continuo con i compagni.

La partecipazione poi agli impegnativi Stage tecnici regionali o nazionali, organizzati dalla FIKTA e dall'I.S.I., approfondiscono ulteriormente la conoscenza di specifici aspetti nell'applicazione delle tecniche di combattimento, creando altresì abitudine al confronto con avversari sempre diversi. Diventa così possibile affrontare e superare brillantemente anche i sempre più complessi esami tecnici che sanciscono il passaggio a un dan di livello superiore. E, in alcuni casi, ad affrontare lunghi ed intensi studi teorici e pratici per conseguire il grado di Istruttore Tecnico e successivamente il grado di Maestro.

Molta fatica e difficoltà, quindi, che sono però ampiamente ripagate da una importante crescita personale, e dalla coscienza di attingere alla grande forza interiore della disciplina di antichi Maestri, immutata nei secoli e trasmessa fino a noi.

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