Un grande Maestro: Taiji Kase (10° dan)

La sua recente scomparsa (Parigi, 2004) ha lasciato un grandissimo vuoto tra chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo, ma la sua impronta rimane incancellabile come un mito nella storia del Karate Tradizionale, un Maestro di altissimo livello tecnico e morale.

Era nato nel 1929 a Chiba, in Giappone, ed a sei anni d'età aveva iniziato a praticare il Judo, diventando in pochi anni uno dei migliori combattenti per la grande abilità, potenza e velocità di esecuzione delle tecniche.

A quindici anni lesse per caso un libro che parlava di Karate, scritto dal Maestro Gichin Funakoshi, rimanendone molto impressionato. Decise così di andare a conoscere a Tokio il Maestro Funakoshi, che lo accettò nel suo Shotokan-Dojo, dove fu allievo diretto sia di Gichin Funakoshi che di suo figlio Yoshitaka. A quei tempi, in Giappone, chi praticava Karate doveva notificarlo alla polizia, perché lo si considerava un'arma quanto una Katana o una pistola, cosa che non accadeva con le altre Arti Marziali.

Nel marzo 1945, a soli 16 anni, si arruolò nel corpo speciale dei Kamikaze ma la guerra finì fortunatamente pochi mesi dopo. Il Dojo Shotokan era stato distrutto dai bombardamenti, Yoshitaka Funakoshi era morto di cancro polmonare, e i vecchi allievi superstiti della guerra erano sparsi per tutto il Giappone, finché Gichin Funakoshi riunì ancora il gruppo del Dojo Shotokan. Taiji Kase ottenne lo Shodan (1° dan) di Karate-do nel 1946 e tre anni più tardi ottenne il Sandan (3° dan). Era considerato uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, e nel frattempo era diventato Capitano di Karate dell'Università di Senshu, dove nel 1951 si laureò in Scienze Economiche.

Nel 1964, con altri Maestri, lasciò il Giappone per portare all'estero la conoscenza del Karate: inizialmente in Sudafrica, dove ritornò nel 1965 con i Maestri Kanazawa, Enoeda e Shirai; poi realizzò un tour di seminari negli USA, Germania, Olanda e Belgio fino al marzo1966. Nel 1967 fu a Milano per aiutare il Maestro Shirai a diffondere il Karate in Italia, nel 1967 arrivò in Francia e si stabilì definitivamente a Parigi. A quel tempo la Francia era ai vertici del nascente Karate europeo, ma il Karate da lui praticato era di un livello superiore e non aveva niente a che vedere con quello fino ad allora conosciuto. Fu subito apprezzato per le straordinarie qualità tecniche ed umane; chiamato ad allenare l'équipe francese, lasciò presto l'incarico per dedicarsi all'insegnamento del Karate Shotokan secondo i più puri precetti del suo fondatore e scevro da condizionamenti politico-sportivi: una precisa scelta di vita che gli consentì di dedicarsi totalmente e liberamente all'insegnamento.

Nel 1986 decise di chiudere il suo Dojo di Parigi per dedicarsi ad insegnare la sua Arte nel mondo ed in particolare in diversi paesi Europei tra cui Italia, Olanda, Belgio, Germania. Assieme al Maestro Hiroshi Shirai fondò nel 1989 la WKSA - World Karate Shotokan Academy - della quale fu Presidente. Principale compito dell'associazione, la formazione delle cinture nere e dei professionisti del Karate-Do Shotokan per continuare a progredire correttamente nello studio del Karate-do e preservarlo da contaminazioni per trasmettere lo spirito del vero Karate.

Stage del Maestro Taiji Kase ad Hasselt (Belgio, 30 Km. a nord di Liegi).
2-3-4 dicembre 1994. Al termine, il Maestro Kase saluta alcuni partecipanti italiani:

Con la sua devozione alla trasmissione diretta del Karate esprimeva in sé tutto il sapere del Karate-do, dell'esperienza e della ricerca, e per i suoi allievi fu l'espressione più alta del Karate Tradizionale. A lui si deve lo studio profondo sull'uso del KI, l'approfondimento degli aspetti di tecnica grande ( O Waza ) e tecnica piccola ( Ko Waza ) da lui studiati con il Maestro Yoshitaka Funakoshi e poi costantemente ricercati, e la creazione di due nuove e spettacolari tecniche: i calci Ushiro Geri e UraMawashi Geri.

Ha saputo trasmettere gli aspetti più sottili del Budo e del Karate in particolare.

Un guerriero, un Samurai. Ma anche un uomo semplice e sincero, di grande personalità e modestia, rigoroso ed energico, un esempio di armonia tra corpo e spirito.

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