Maestri e Istruttori ''Educatori Sociali''

Abbiategrasso
2010

L’evidenza dei problemi che lo sport vive oggi a causa di una certa immagine diseducativa trasmessa attraverso i principali media, ha spinto la Regione Lombardia a ricercare un nuovo modello di riferimento per l’insegnamento dello sport, attraverso il contributo della Associazione Culturale KI-LIFE in collaborazione con la FIKTA per elaborare un nuovo modello educativo e definire uno Standard Internazionale Educativo (denominato Jitakioei “io e gli altri insieme in armonia”) divenuto obbligatorio per l’insegnamento nelle scuole.

Formando gli insegnanti di sport come Educatori Sociali si può quindi agire positivamente, in modo particolare sui bambini e ragazzi, insegnando lo sport con lo scopo di EDUCARE ad affrontare la realtà IN MODO RESPONSABILE per contribuire a migliorare la società in cui viviamo. L’intento, ambizioso ma lodevole, è quello di diffondere una nuova cultura etica dello Sport, e in particolare delle arti marziali, più vicina ai valori della Tradizione orientale: non è importante prevalere o vincere, ma è importante IL MODO in cui si partecipa e si vince, in armonia con sé stesso e gli altri e impiegando al meglio l’energia fisica e spirituale per crescere e progredire tutti insieme.

La Scuola di Karate YOSHITAKA, da sempre estremamente sensibile ai valori educativi tipicamente appartenenti al Karate Tradizionale, in Italia tramandati dalla FIKTA, ha naturalmente accolto con estremo favore questa iniziativa partecipando fin da subito ai corsi di formazione per gli Educatori. Di più: il Direttore Tecnico Maestro Mario Fanizza è stato invitato tra i Formatori per l’insegnamento di alcune sessioni specifiche.

Oggi, tutti i Tecnici insegnanti della Yoshitaka, Maestri o Istruttori
hanno già ottenuto la certificazione di “Educatore Sociale”

che si aggiunge alla formazione altamente educativa già ricevuta nei severi corsi di formazione organizzati dalla FIKTA e ai vari stage di costante aggiornamento tecnico.

In mezzo a tante proposte apparentemente similari, uno strumento in più
per identificare gli insegnanti che perseguono un fine educativo
in un corretto e collaborativo rapporto tra l’educatore, l’allievo, e i genitori.

E’ infatti sempre più difficile, oggi, riconoscere la presenza di valori Educativi ed Etici nella pratica dello sport, sia in generale sia, in particolare, nel variegato mondo delle arti marziali dove le originarie “arti” orientali, di millenaria tradizione e cultura strettamente legate ai più elevati valori etici e morali, sono state spesso frantumate e disperse in mille rivoli irriconoscibili, dove gli alti valori morali originari sono stati a volte accantonati nel nome di uno Sport esclusivamente orientato alla “produzione di campioni”.

Un modello diseducativo che tutti conosciamo, associato in particolare a taluni sport ma che nulla c’entra con il VERO Sport. Il principio presentato come vincente indica, infatti, la necessità di prevalere e di vincere ad ogni costo, al di là delle modalità più o meno lecite con cui si vince.

E’ in questo sconfortante panorama generale che si inserisce con forza il tentativo della Regione Lombardia di riportare lo Sport alle sue antiche origini, restituendogli dignità e valore morale, per riappropriarsi della sua valenza educativa.

Quali «arti marziali»?

Per approfondire:

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